aggiornato il 16-11-2019

Biciplan fase 2: i numeri del primo workshop

Nel corso del primo workshop della fase due del Biciplan, svoltosi il 10 ottobre in sala Consiliare, è stato delineato lo scenario attuale della mobilità cittadina e sono stati “misurati” i suoi eventuali sviluppi.

In estrema sintesi, questo è quanto è stato esposto:

La città di San Donato è un polo attrattore per la mobilità lavorativa su scala metropolitana, pur contando una popolazione di 33 mila residenti, la città è sede di lavoro per 26 mila addetti grazie alla presenza di importanti realtà industriali. Opportunità economica da un lato, problema dall’altro in termini di affollamento e di traffico se non adeguatamente gestito.

  • A San Donato si registrano oltre 26 mila spostamenti interni di cui 23% per lavoro e 55% per studio. La bicicletta è usata per il 10% dei viaggi di lavoro ma solo 4 studenti su 100 la usano per andare a scuola. La maggior parte degli spostamenti 1 su 3 avviene in auto.
  • In generale, gli spostamenti per studio e lavoro interni sono inferiori a 1 km (tra 500 metri e 800 metri).
  • In entrata e in uscita da San Donato avvengono giornalmente 95 mila spostamenti. Il 64% di questi è compiuto in automobile, tra gli studenti 1 su 3 è accompagnato in macchina. Meno del 2% degli spostamenti è effettuato a piedi e in bici tra chi si sposta verso San Donato e in uscita dalla città. Il 32% fa uso del trasporto su ferro (metro / treno).
  • Analizzando gli spostamenti totali (quindi quelli interni, in uscita ed in entrata) che interessano San Donato si contano nel giorno feriale medio circa 120 mila spostamenti.
    • Il 36% dei quali è sotto i 5 km.
    • Solo il 13% risulta sopra i 15 km.
    • Il 25% di questi si concentra nell’ora di punta della mattina (tra le 07:00 – 09:00).
  • Allo stato attuale, guardando le distanze brevissime (meno di 3 km), vi sarebbe un potenziale di circa 10.000 spostamenti attivi in più (8% del totale) che potrebbe essere effettuato a piedi o in bici ma è attualmente condotto in automobile.
  • La città è inoltre interessata da un numero elevato di incidenti. La media degli ultimi 3 anni ha fatto registrare 270 incidenti con feriti.
  • Tramite il macro-modello di trasporto su scala regionale è stato possibile derivare la velocità media del traffico, che ad oggi risulta sugli assi della viabilità locale attorno ai 22 km/h, dato che giustifica una estensione del limite di velocità a 30 km/h su tutte le zone residenziali.

Tali dati di input, uniti alle previsioni Regionali di business-as-usual sull’andamento del sistema di mobilità hanno permesso di costruire degli scenari di non intervento e di intervento con relativi costi e benefici al 2030.

In uno scenario di non intervento, si attendono:

  • 9.000 spostamenti in più in automobile
  • 23.3 M euro (circa euro 706/persona), il costo sociale del non fare nulla.

In uno scenario di intervento ampio, si attendono:

  • almeno il 15% di spostamenti in bici e a piedi
  • una riduzione di almeno 14.000 viaggi in auto
  • un incremento degli spostamenti in attivi di 17.000
  • un beneficio sociale accumulato in 10 anni di 45 M euro ovvero circa euro 1.400 a persona

Ulteriori numeri, considerazioni e dettagli sono contenuti negli elaborati condivisi nel corso dell’appuntamento dai tecnici di Decisio, istituto di ricerca e consulenza in materia di mobilità (file in formato pdf, dimensione di 9 megabyte ca).

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