aggiornato il 14-8-2020

CS – Un’infrastruttura per unire il territorio

Da questa mattina sono in corso le operazioni per il varo del ponte ciclabile sul fiume Lambro

Nuova tappa per la realizzazione del tracciato dedicato alla mobilità dolce che unirà San Donato e Peschiera Borromeo. Dalle 9 di questa mattina, l’area di cantiere in prossimità di via Gela è teatro delle operazioni d’installazione della struttura metallica a scavalco del fiume Lambro.

Lungo 45 metri, a campata unica e costruito in acciaio Corten, il ponte offrirà agli abitanti delle due città l’opportunità di compiere rapidi spostamenti intercomunali su due ruote non rinunciando alla sicurezza. Il suo varo, difatti, segnerà l’integrazione e il definitivo collegamento degli oltre 5 chilometri ciclabili realizzati tra la sandonatese via Caviaga e la peschierese via Carducci nell’ambito del piano viabilistico da 2 milioni e 200mila euro, co-finanziato – per 1 milione e 400mila euro – da Regione Lombardia.

Portato già a compimento il 70% del progetto complessivo, l’impresa incaricata alla realizzazione dei lavori dopo aver ultimato l’installazione della passerella metallica sul Lambro si avvierà spedita alla conclusione degli interventi che, proseguendo nel corso dell’estate, termineranno alla fine di settembre.

«I lavori in corso di realizzazione – dichiara il Vicesindaco Gianfranco Ginelli – dimostrano una volta di più la nostra attenzione verso la ciclabilità e la mobilità dolce. Come attestato non più tardi di due settimane fa dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, San Donato è una città impegnata in prima linea nella promozione di politiche “bike-friendly”. Siamo convinti che quest’opera, una volta ultimata, stimolerà la progettazione di ulteriori infrastrutture ciclabili nel territorio del Sud Est Milano». 

«Con questo ponte – aggiunge il Sindaco Andrea Checchi – si costruisce la mobilità del domani. Esso ci dimostra come non solo sia possibile, ma anche doveroso elaborare nuove strategie di spostamento sul territorio. La mobilità privata, in crescita anche a causa delle evidenti difficoltà generate dall’emergenza sanitaria, deve essere ripensata nel nome della tutela dell’ambiente, del benessere individuale e del miglioramento della qualità della vita. Come Amministrazione siamo convinti del fatto che, lavorando con questi obiettivi e continuando a dialogare con le altre realtà della zona, riusciremo a porre le basi per un futuro sostenibile e una San Donato a misura d’uomo».

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