aggiornato il 22-9-2021

Giorno del Ricordo, parola a un testimone dell’orrore

Sono trascorsi settant’anni. Oggi ricorre il 70esimo anniversario della firma del trattato di pace che, nel 1947, assegnò alla Jugoslavia l’Istria e la maggior parte della Venezia Giulia. Dal 2004, per legge, quel giorno è diventato una solennità civile nazionale per conservare e rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale». Per ricordare, questa pagina buia del Novecento, il Comune di San Donato, ha scelto di affidarsi alle parole di chi l’ha vissuta in prima persona: Pasquale Carmignano (nella foto), esule giuliano, il cui padre venne infoibato nel settembre del 1943 (a soli 44 anni) a Barbana nei pressi di
Pola.

Carmignano – classe 1932, da oltre quarant’anni cittadino sandonatese – ha ricostruito la tragica scomparsa del genitore attraverso i ricordi personali, gli atti ufficiali e le pagine del diario scritto dal nonno Bartolomeo, documento che testimonia una tragedia famigliare, comune e simile a quella di molti altri nostri connazionali. «Ci volle più di un mese – racconta – per scoprire che mio papà Nicola, uscito di casa per mettersi in contatto con i miei zii che abitavano a pochi chilometri da noi, era stato catturato dai partigiani di Tito, trucidato e gettato insieme ad altre venticinque persone nella foiba di Terli».

«Papà – prosegue Carmignano – era un antifascista, condizione che negli anni Quaranta lo aveva spinto a lasciare la Puglia, sua terra di origine, per l’Istria, nella convinzione che lì, come oppositore del regime, avrebbe subito meno controlli e angherie. Non abbiamo mai saputo per quale motivo venne giustiziato. La sua unica “colpa”, probabilmente, era di essere un italiano nel posto sbagliato, al momento sbagliato».

Per il nostro concittadino quest’anno il Giorno del Ricordo avrà un “sapore” particolare. In occasione della ricorrenza si vedrà attribuita, con decreto del Presidente della Repubblica, l’onorificenza prevista per i congiunti superstiti di coloro che dall’8 settembre 1943 al 10 febbraio 1947, in Istria, in Dalmazia o nelle province dell’attuale confine orientale, furono soppressi e infoibati. «Questa onorificenza – conclude Carmignano – in qualche modo gli rende giustizia, per i torti che ha subito da vivo e da morto. Per anni il suo nome negli elenchi ufficiali degli infoibati è stato riportato in maniera errata (lo è ancora nel Sacrario di Basovizza) e per oltre un decennio il suo corpo ha riposato in una fossa anonima, senza la minima carità cristiana. Solo dopo la mia prima e unica visita alla sua tomba, a metà degli anni Cinquanta, una croce e un’iscrizione recano degnamente memoria di mio padre».

Per approfondire il tema presso la Biblioteca Simona Orlandi, in via Martiri di Cefalonia, è stato allestito uno scaffale con opere dedicate al dramma delle foibe e dell’esodo giuliano. Accanto ai titoli legati alla Giornata del Ricordo, vi è una selezione di libri dedicati alla Shoah, insieme alle Foibe una delle pagine più tragiche del Novecento.

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