aggiornato il 25-6-2019

Quarto palazzo uffici

Cenni storici

Nei primi anni degli anni ’80, il rinomato studio milanese Bacigalupo-Ratti si aggiudicò l’incarico di progettare la nuova sede di Saipem. Gli architetti optarono per un edificio dalle linee rigorose coniugando funzionalismo e modernismo poi soprannominato, per la sua “integrità”, Palazzo del Vescovo.

Descrizione architettonica

Il palazzo si compone di due ali a “L” composte, in pianta, a formare un’insula quadrata, con un giardino-patio centrale. L’alzato (che mixa elementi prefabbricati e componenti originali) è caratterizzato da uno zoccolo di alluminio e da pareti in calcestruzzo scandite da quattro file di finestre a nastro (una per ogni livello); a questo rivestimento è sovrapposta una “gabbia” di cemento armato a vista, con lo scopo di riparare dal sole e movimentare la facciata con giochi di luci e ombre.

A questo solido aspetto esterno, corrispondono interni flessibili e adattabili, basati su un modulo standard di 180 cm. Le ali sono divise longitudinalmente in tre parti: al centro trovano spazio corridoi e locali di servizio su cui si aprono gli uffici posti su entrambi i lati. All’ingresso, al piano terra, è collocata una scultura di Arnaldo Pomodoro.

Bibliografia

L.Previato, San Donato Milanese. Nuova edizione condotta sulle carte e gli appunti dell’autore a cura di Pietro Solera, Città di San Donato Milanese, 2002.

S.Sermisoni (a cura di), Metanopoli. Attualità di un’idea, Snam spa, Milano, 1995

M.Nejrotti-E.Bosio, San Donato Milanese, Amilcare Pizzi Editore, Milano, 1991

Testi e grafiche a cura dell'Ufficio Comunicazione. Qualsiasi riproduzione è soggetta ad autorizzazione da parte degli autori.

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