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Non una struttura sanitaria, né uno spazio “speciale”, ma un luogo pubblico progettato a partire dalle fragilità. È l’idea alla base del Giardino terapeutico che l’Amministrazione intende realizzare a Bolgiano nel cortile dell’ex Scuola Rossa partendo da una riflessione più ampia sul futuro della città e sulle trasformazioni demografiche in corso. San Donato, infatti, come molte città italiane sta invecchiando: aumentano gli anziani, crescono le fragilità, le situazioni legate alle demenze, alla disabilità e alla solitudine, così come il carico che grava sui caregiver. In questo scenario, diventa sempre più urgente interrogarsi su quanto gli spazi pubblici siano realmente in grado di accogliere queste persone e favorirne il benessere, l’autonomia e le relazioni.
Da qui la scelta di pensare a un giardino terapeutico. Uno spazio verde che non ha solo una funzione estetica, ma che diventa strumento di orientamento, stimolo sensoriale, socialità e cura. Il riferimento è al concetto di “verde che cura”: percorsi semplici e leggibili per chi ha difficoltà cognitive, aree di sosta ombreggiate per gli anziani più fragili, spazi pensati anche per sostenere chi ogni giorno si prende cura degli altri. Il progetto è rivolto in modo particolare ad anziani fragili, persone con demenze, persone autistiche o con disabilità e ai loro caregiver, ma resta uno spazio aperto a tutta la cittadinanza. L’idea è che progettare partendo da chi oggi è più in difficoltà renda la città complessivamente più vivibile, accessibile e inclusiva.
Il Giardino terapeutico sorgerà nell’area dell’ex Scuola Rossa, nel quartiere di Bolgiano. Per la sua definizione, l’Amministrazione ha avviato un percorso di coprogettazione con le associazioni del territorio, comprese quelle che operano quotidianamente a contatto con anziani, persone con disabilità e famiglie. Il percorso si è articolato in due incontri di confronto e in un’indagine partecipata attraverso un questionario, che ha permesso di raccogliere bisogni concreti e indicazioni operative.
A febbraio, nel corso di un incontro pubblico, verrà presentata alla cittadinanza una prima bozza progettuale elaborata dall’architetto che sta seguendo la coprogettazione, professionista specializzato in giardini terapeutici. La bozza costituirà la base per proseguire il lavoro e accompagnare il progetto verso la realizzazione, in una logica fortemente partecipata.
«Dobbiamo superare l’idea – commenta l’Assessora ai Servizi di Welfare Francesca Micheli – che siano le persone ad adattarsi ai luoghi. È la città che deve adattarsi alle persone, soprattutto a quelle più fragili. Un anziano con demenza, una persona autistica, un adulto con disabilità o un caregiver non dovrebbero rinunciare a uscire di casa perché gli spazi pubblici non sono pensati per loro. Con il Giardino terapeutico progettiamo un luogo accessibile, accogliente, capace di stimolare abilità e autonomie: uno spazio di tutti e per tutti, costruito insieme alla comunità».
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Ultimo aggiornamento: 23-01-2026, 11:35
